Il Piemonte e la sua ricca tradizione gastronomica

Il Piemonte è regione ricchissima di tradizione gastronomica. Prodotti di eccellenza – pensiamo ai vini e al tartufo, per fare due esempi – e ristorazione di alta qualità, più facile da trovare in provincia che nelle città, caratterizzano la regione.

Gli antipasti, che altrove in Italia sono un lusso, qui sono obbligatori e si tratta spesso di aperture di altissimo livello. Tra tutte la bagna cauda, una straordinaria salsa a base di acciughe e aglio in cui intingere verdure crude, o magnifica per condire i peperoni arrostiti. O la carne cruda all’albese, che è un carpaccio impreziosito da tartufo bianco: non per tutte le tasche, ma da provare almeno una volta nella vita.

Nei primi due segnalazioni: le paste ripiene e i risotti. Gli agnolotti, da mangiare in brodo o conditi – sublimi – con sugo di arrosto, sono la versione piemontese della pasta ripiena di carne. Vengono detti del “plin” e cioè del pizzicotto, che è il gesto da fare per chiudere la pasta sulla farcitura. Per apprezzarne al meglio il sapore c’è chi li serve semplicemente avvolti in un tovagliolo, senza condimenti.

Poi i risotti, ricordando che Vercelli è la capitale italiana del riso. Proprio a Vercelli fanno una versione del risotto da intenditori: con i fagioli e salame. Come si vede la cucina piemontese è per stomaci forti e per climi freddi!

Sui secondi il più famoso è il brasato al barolo, piatto di stracotto di carne cucinata nel principe dei vini, appunto il grande Barolo. I vini, specialmente rossi, sono di grande pregio, a partire dai derivati del Nebbiolo, il grandissimo vitigno che appunto dà origine al Barolo e al Barbaresco, al Gattinara e al Ghemme e a tanti altri straordinari vini da bere su piatti importanti. Se si vuole andare su vini più popolari – anche nel prezzo – ecco il Barbera, o “la Barbera” come dicono in Piemonte, uno dei pochi vini che vanno al femminile.

E per finire sui gradi dolci – la tradizione piemontese da questo punto di vista è debitrice della vicina Francia – ecco il re degli spumanti: il Moscato d’Asti. Attenti a non seguire la moda odierna che vuole le bollicine brut sui dolci: errore marchiano. Dolce va su dolce, e quindi ecco che un grande Asti Spumante può chiudere in gloria un pranzo piemontese.

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